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Sulle Tracce di Italiani famosi a Londra

Londra è una città cosmopolita che da duemila anni accoglie mercanti, artisti, artigiani e gente comune da ogni dove. E non mancano gli italiani. Eccone alcuni.

 

Left: Muzio Clementi (Public Domain). Center: Westminster Abbey`s cloisters (Image by Cristina Apostoli). Right: Memorial stone to Muzio Clementi, buried in the south cloister of Westminster Abbey, London, England. Image by Oomso, licensed under CC 3.0.

Il Musicista

La chiesa simbolo della monarchia, l’abbazia di Westminster, ha tra i suoi tesori un pavimento marmoreo in stile cosmatesco vecchio quanto la chiesa gotica, che risale al XIII secolo. Re Enrico III chiamò da Roma alcuni artigiani specializzati per la realizzazione di questo capolavoro, che è l’unico del suo genere a nord delle Alpi e si trova davanti all’altar maggiore.

L’Abbazia è un mausoleo che ospita re e regine, politici e artisti, e nel chiostro troviamo anche la lapide di un italiano. Chi ha studiato pianoforte lo conosce bene, è Muzio Clementi, il ‘padre del pianoforte’. Contemporaneo di Mozart e Haydn, si trasferì da Roma a Londra dove insegnò il clavicembalo e poi il piano. Fu anche un costruttore di pianoforti e scrisse la musica che gli studenti di pianoforte conoscono bene. C’è una targa in sua memoria al 128 di Kensington Church Street, dove ha abitato.

 

 

Left: Giovanni Antonio Canal. Right: London, The Thames from Somerset House Terrace towards Westminster (Painted by Canaletto, Public Domain)

Il Pittore

Nel XVIII secolo era molto in voga tra i rampolli dell’aristocrazia inglese il Grand Tour, un lungo viaggio nelle città d’arte italiane che serviva da rito di passaggio a completamento degli studi. Spesso, una volta arrivati a Venezia, si acquistavano opere del Canaletto per arredare le nuove ville in stile neo-palladiano tanto di moda a quel tempo in Inghilterra. Ma a causa di guerre sul continente, che diminuirono drasticamente  l’arrivo di nuovi clienti a Venezia, Canaletto decise di trasferirsi per alcuni anni a Londra. Per tre anni visse a Soho, al n.41 di Beak Street. Neanche a farlo apposta, adesso a questo indirizzo c’è un ristorante veneziano. Durante il suo soggiorno londinese, Canaletto dipinse vedute della capitale, soprattutto del nuovissimo ponte di Westminster, completato nel 1750.

 

 

Giacomo Casanova (public domain)

Il Dongiovanni

Proprio su quel ponte famoso, un altro italiano un giorno cercò di suicidarsi. Era il famoso Giacomo Casanova. Era arrivato a Londra nel 1763 e si era invaghito di una giovanissima cortigiana, Marianne de Charpillon, interessata solo a spillargli più denaro possibile. Non abituato ad essere ignorato da una donna, Casanova, in preda alla disperazione, si recò sul ponte di Westminster con le tasche della palandrana piene di proiettili di piombo, deciso a buttarsi nel Tamigi. Venne dissuaso da un passante, il figlio di un politico, che lo invitò a bere e mangiare con lui. Casanova visse per molti anni ancora, aumentando il suo bagaglio di avventure da includere nella sua colorita autobiografia.

 

 

Left: Maria di Modena, painted by Simon Pietersz Verelst (Public Domain). Right: King James II, portrait by Sir Peter Lely (public domain)

La Regina

C’è stata anche una regina italiana, Maria di Modena, figlia di Alfonso IV, duca di Modena. Era la seconda moglie di Giacomo II Stuart, cattolico come lei. Ma agli inglesi protestanti non andava giù una real coppia cattolica e Maria di Modena divenne l’involontaria protagonista di uno degli aneddoti più incredibili della storia inglese. Maria ebbe almeno dieci gravidanze ma tra aborti spontanei e morti premature nessuno dei bambini era sopravvissuto. Finalmente nel maggio del 1588 Maria partorì un maschietto sanissimo, il futuro Giacomo III. I protestanti in parlamento e tra la popolazione andarono su tutte le furie e parlarono di complotto. Si sparse la voce che il bambino non fosse figlio di Maria e del re, ma fosse stato introdotto nella camera della regina dentro allo scaldino per il letto, in sostituzione dell’erede nato morto. Il disgusto degli inglesi per un re e un erede cattolici fu tale da causare la Rivoluzione Gloriosa, con Giacomo II costretto ad abdicare in favore della figlia di primo letto, protestante, e di suo marito. Giacomo II e Maria di Modena andarono così in esilio in Francia, accolti a braccia aperte dal re Sole, Luigi XIV.

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About the guide:

Cristina Apostoli è una guida Blue Badge di Londra appassionata di storia, d’arte e degli aspetti più insoliti della capitale. Organizza tour a piedi e virtuali.