His Royal Highness The Prince Philip, Duke of Edinburgh 1921 – 2021

Artemisia Gentileschi

La National Gallery ha pagato 3,6 milioni di sterline per il suo Autoritratto nelle vesti di Santa Caterina d’Alessandria. In essa, si rappresenta come Santa Caterina d’Alessandria, una giovane donna del IV secolo che dovette difendere la sua fede cristiana. Fu torturata, attaccata a una ruota con punte di ferro e divenne una santa e martire.
Nel dipinto, Artemisia si mostra vicino alla ruota rotta, dopo esser stata liberata da un angelo.
Tra i più famosi artisti italiani del XVII secolo, Artemisia Gentileschi ci ha lasciato dipinti meravigliosamente realistici di donne forti.
Fu la prima donna a diventare membro dell’Accademia d’Arte di Firenze e le sue opere entrarono nelle collezioni di personaggi del calibro di Carlo I d’Inghilterra e Filippo IV di Spagna.
Ecco la sua storia straordinaria.

One of the rooms of the National Gallery. Image by Cristina Apostoli

Primi Anni

Artemisia era figlia di un artista, Orazio Gentileschi, e quando nacque a Roma nel 1593, la Città Eterna era caratterizzata da un’immensa ricchezza e da una violenza diffusa. Era la Roma selvaggia e brutale di Caravaggio.
Artemisia, come altre artiste femminili, fu iniziata alla pittura da suo padre, ma ciò che la rese diversa dalle altre, fu il fatto che non dipingeva solo ritratti o nature morte, ma affrontava anche i grandi temi storici, biblici e mitologici che di solito erano appannaggio di artisti maschi.
Artemisia aveva perso sua madre quando aveva dodici anni ed era cresciuta in una famiglia dominata dagli uomini.

Tradita Dagli Uomini

Quando si rese conto che Artemisia aveva un talento eccezionale, suo padre invitò il suo amico, Agostino Tassi, a darle lezioni d’arte. Tassi a quel tempo aveva trent’anni ed approfittò immediatamente della diciassettenne Artemisia.
Pochi mesi dopo, Orazio Gentileschi denunciò il Tassi per costringerlo a sposare Artemisia o almeno a fornire una cospicui dote.
Ci fu un processo durante il quale lei descrisse quello che era successo.
Un giorno, Tassi entrò nella stanza, la inseguì e poi la spinse in camera da letto, la bloccò sul letto e la violentò. Lei reagì, graffiandogli il viso, tirandogli gli capelli e prendendo un coltello da un cassetto, per vendicarsi di averle rubato verginità ed onore.

Torturata

Durante il processo, Artemisia venne torturata, per quanto orribile possa sembrare dato che era lei la vittima, ma il giudice stava cercando di dimostrare che stesse dicendo la verità sullo stupro. Le avvolsero una corda attorno alle dita e le strinsero sempre più, una sorta di macchina della verità piuttosto raccapricciante. ‘E’ vero, è vero, è vero, è vero!’, urlò lei, quattro volte.
Agostino Tassi fu condannato a cinque anni di esilio da Roma, ma non fu mai incarcerato.

Self Portrait of Artemisia. Public domain

Matrimonio

Dopo la sentenza, Artemisia Gentileschi si sposò con un fiorentino, il fratello del notaio che era stato coinvolto nella sua difesa legale.
E così si trasferì a Firenze per iniziare un nuovo capitolo della sua vita.

Un Nuovo Inizio

Attraverso la sua arte, Artemisia era determinata a mostrare la sua forza interiore e la sua determinazione a non essere vista come una vittima.
Credeva fortemente nel valore della sua opera e divenne un’artista acclamata a livello internazionale.
A livello più personale, aveva una persomalità straordinariamente complessa. Ebbe cinque figli in cinque anni, quattro dei quali morirono prima di raggiungere l’età adulta. Aveva un amante a Firenze, suo marito lo sapeva ed entrambi cercarono di sfruttare finanziariamente l’amante.
A Firenze iniziò molto rapidamente a dipingere per l’elegante corte medicea e sviluppò uno stile molto raffinato, impresa non da poco per una persona che non aveva ricevuto alcuna educazione formale e che mentre era a Roma era fondamentalmente un’analfabeta.

Juditd beheading Holofernes, por Artemisia Gentileschi. Public Commons

La Storia di Giuditta

La storia di Giuditta ed Oloferne la influenzò moltissimo. Giuditta era un’eroina israelita, che durante un assedio, si intrufolò nell’accampamento nemico ed entrò nella tenda del generale assiro Oloferne.
Fingendo di sedurlo, gli offrì del formaggio. Questo gli fece venir sete, così chiese del vino e lei lo fece ubriacare. Poi gli tagliò la testa e la portò in una borsa al campo degli Israeliti.
Molti vedono nella rappresentazione di questo episodio dell’Antico Testamento da parte di Artemisia come una vendetta artistica, con sè stessa che uccide Agostino Tassi, sul letto dove l’aveva violentata. Ed è aiutata dalla sua giovane serva, quindi qui vediamo due donne alleate nella lotta.

The Queen’s House, Greenwich.

Di Nuovo in Movimento

Nel 1616 divenne la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti, ma non rimase a Firenze, nel 1620 tornò a Roma e poi si separò dal marito.
Si trasferì quindi per un paio d’anni a Venezia e infine, nel 1630 si trasferì a Napoli, dove si stabilì per il resto della sua vita, ad eccezione di un breve periodo a Londra.
Suo padre Orazio lavorava a Londra come pittore di corte dal 1626. Si pensa che lei sia andata a Londra per aiutare il padre in fin di vita a dipingere una serie di tele per il soffitto della Queen’s House di Greenwich.

Ultimi Anni

A Napoli continuò a dipingere oltre la sessantina. Non è chiaro esattamente come e quando sia morta. Tutto quello che sappiamo è che probabilmente era malata, e nel 1654 firmò un contratto perché aveva bisogno di aiuto nel suo studio.
Cosa distingue Artemisia? Quando interpreta le donne, si mette davvero nei loro panni e ci dà una prospettiva tutta femminile, un punto di vista diverso che deriva dal fatto che era una donna in un mondo dell’arte dominato dagli uomini.
Una donna che ha dovuto lottare duramente per avere successo come artista, ma i risultati della sua lotta sono straordinari.

 

About the Guide:

Cristina Apostoli è una guida appassionata di arte e storia e offre diversi tour a piedi di Londra e tour virtuali su Jane Austen, Shakespeare, la City, Richmond, e la Monarchia.