Artemisia Gentileschi

La National Gallery ha pagato 3,6 milioni di sterline per il suo Autoritratto nelle vesti di Santa Caterina d’Alessandria. In essa, si rappresenta come Santa Caterina d’Alessandria, una giovane donna del IV secolo che dovette difendere la sua fede cristiana. Fu torturata, attaccata a una ruota con punte di ferro e divenne una santa e martire.
Nel dipinto, Artemisia si mostra vicino alla ruota rotta, dopo esser stata liberata da un angelo.
Tra i più famosi artisti italiani del XVII secolo, Artemisia Gentileschi ci ha lasciato dipinti meravigliosamente realistici di donne forti.
Fu la prima donna a diventare membro dell’Accademia d’Arte di Firenze e le sue opere entrarono nelle collezioni di personaggi del calibro di Carlo I d’Inghilterra e Filippo IV di Spagna.
Ecco la sua storia straordinaria.

One of the rooms of the National Gallery. Image by Cristina Apostoli

Primi Anni

Artemisia era figlia di un artista, Orazio Gentileschi, e quando nacque a Roma nel 1593, la Città Eterna era caratterizzata da un’immensa ricchezza e da una violenza diffusa. Era la Roma selvaggia e brutale di Caravaggio.
Artemisia, come altre artiste femminili, fu iniziata alla pittura da suo padre, ma ciò che la rese diversa dalle altre, fu il fatto che non dipingeva solo ritratti o nature morte, ma affrontava anche i grandi temi storici, biblici e mitologici che di solito erano appannaggio di artisti maschi.
Artemisia aveva perso sua madre quando aveva dodici anni ed era cresciuta in una famiglia dominata dagli uomini.

Tradita Dagli Uomini

Quando si rese conto che Artemisia aveva un talento eccezionale, suo padre invitò il suo amico, Agostino Tassi, a darle lezioni d’arte. Tassi a quel tempo aveva trent’anni ed approfittò immediatamente della diciassettenne Artemisia.
Pochi mesi dopo, Orazio Gentileschi denunciò il Tassi per costringerlo a sposare Artemisia o almeno a fornire una cospicui dote.
Ci fu un processo durante il quale lei descrisse quello che era successo.
Un giorno, Tassi entrò nella stanza, la inseguì e poi la spinse in camera da letto, la bloccò sul letto e la violentò. Lei reagì, graffiandogli il viso, tirandogli gli capelli e prendendo un coltello da un cassetto, per vendicarsi di averle rubato verginità ed onore.

Torturata

Durante il processo, Artemisia venne torturata, per quanto orribile possa sembrare dato che era lei la vittima, ma il giudice stava cercando di dimostrare che stesse dicendo la verità sullo stupro. Le avvolsero una corda attorno alle dita e le strinsero sempre più, una sorta di macchina della verità piuttosto raccapricciante. ‘E’ vero, è vero, è vero, è vero!’, urlò lei, quattro volte.
Agostino Tassi fu condannato a cinque anni di esilio da Roma, ma non fu mai incarcerato.

Self Portrait of Artemisia. Public domain

Matrimonio

Dopo la sentenza, Artemisia Gentileschi si sposò con un fiorentino, il fratello del notaio che era stato coinvolto nella sua difesa legale.
E così si trasferì a Firenze per iniziare un nuovo capitolo della sua vita.

Un Nuovo Inizio

Attraverso la sua arte, Artemisia era determinata a mostrare la sua forza interiore e la sua determinazione a non essere vista come una vittima.
Credeva fortemente nel valore della sua opera e divenne un’artista acclamata a livello internazionale.
A livello più personale, aveva una persomalità straordinariamente complessa. Ebbe cinque figli in cinque anni, quattro dei quali morirono prima di raggiungere l’età adulta. Aveva un amante a Firenze, suo marito lo sapeva ed entrambi cercarono di sfruttare finanziariamente l’amante.
A Firenze iniziò molto rapidamente a dipingere per l’elegante corte medicea e sviluppò uno stile molto raffinato, impresa non da poco per una persona che non aveva ricevuto alcuna educazione formale e che mentre era a Roma era fondamentalmente un’analfabeta.

Juditd beheading Holofernes, por Artemisia Gentileschi. Public Commons

La Storia di Giuditta

La storia di Giuditta ed Oloferne la influenzò moltissimo. Giuditta era un’eroina israelita, che durante un assedio, si intrufolò nell’accampamento nemico ed entrò nella tenda del generale assiro Oloferne.
Fingendo di sedurlo, gli offrì del formaggio. Questo gli fece venir sete, così chiese del vino e lei lo fece ubriacare. Poi gli tagliò la testa e la portò in una borsa al campo degli Israeliti.
Molti vedono nella rappresentazione di questo episodio dell’Antico Testamento da parte di Artemisia come una vendetta artistica, con sè stessa che uccide Agostino Tassi, sul letto dove l’aveva violentata. Ed è aiutata dalla sua giovane serva, quindi qui vediamo due donne alleate nella lotta.

The Queen’s House, Greenwich.

Di Nuovo in Movimento

Nel 1616 divenne la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti, ma non rimase a Firenze, nel 1620 tornò a Roma e poi si separò dal marito.
Si trasferì quindi per un paio d’anni a Venezia e infine, nel 1630 si trasferì a Napoli, dove si stabilì per il resto della sua vita, ad eccezione di un breve periodo a Londra.
Suo padre Orazio lavorava a Londra come pittore di corte dal 1626. Si pensa che lei sia andata a Londra per aiutare il padre in fin di vita a dipingere una serie di tele per il soffitto della Queen’s House di Greenwich.

Ultimi Anni

A Napoli continuò a dipingere oltre la sessantina. Non è chiaro esattamente come e quando sia morta. Tutto quello che sappiamo è che probabilmente era malata, e nel 1654 firmò un contratto perché aveva bisogno di aiuto nel suo studio.
Cosa distingue Artemisia? Quando interpreta le donne, si mette davvero nei loro panni e ci dà una prospettiva tutta femminile, un punto di vista diverso che deriva dal fatto che era una donna in un mondo dell’arte dominato dagli uomini.
Una donna che ha dovuto lottare duramente per avere successo come artista, ma i risultati della sua lotta sono straordinari.

 

About the Guide:

Cristina Apostoli è una guida appassionata di arte e storia e offre diversi tour a piedi di Londra e tour virtuali su Jane Austen, Shakespeare, la City, Richmond, e la Monarchia.

 

 

Artemisia Gentileschi

The National Gallery paid £3.6m for her Self-Portrait as St Catherine. In it, she represents herself as St Catherine of Alexandria, a fourth-century young woman who had to defend her Christian faith. She was tortured, she was attached to a wheel with iron spikes and she became a martyr saint. In the painting, Artemisia shows herself by the broken wheel, having been freed by an angel.  

One of the rooms of the National Gallery. Image by Cristina Apostoli

One of the most famous Italian artists of the seventeenth century, Artemisia Gentileschi has given us wonderfully realistic depictions of powerful women.

She was the first woman to become a member of Florence Arts Academy, and her works were collected by the likes of King Charles I of England and King Philip IV of Spain. 

Here is her remarkable story.  

 

EARLY LIFE

Artemisia was the daughter of an artist, Orazio Gentileschi, and when she was born in Rome in 1593, the Eternal City was characterised by immense wealth and widespread violence. It was the wild, brutal, Caravaggio’s Rome. 

Artemisia, like other women artists, was trained by her father, but what set her aside, was that she did not paint only portraits or still lives, but she also tackled big, historical, biblical, and mythological subjects, which were usually the preserve of male artists. 

Artemisia had lost her mother when she was twelve and grew up in a male-dominated household. 

 

BETRAYED BY MEN

When he realised that Artemisia was exceptionally talented, her father arranged for his friend, Agostino Tassi, to give his daughter art lessons. Tassi was in his thirties at the time, and immediately took advantage of the seventeen-year-old Artemisia. A few months later Orazio Gentileschi brought charges to force Tassi to marry Artemisia or at least to provide a substantial dowry. There was a trial and she described what had happened. 

One day, Tassi came into the room and followed her around and then he pushed her into the bedroom, held her down onto the bed and raped her. She fought back, scratching his face, pulling his hair, and taking a knife from a drawer, in revenge for having taken away her virginity and her honour. 

 

TORTURED 

During the trial, Artemisia was tortured, appalling as it may sound since she was the victim, but the judge was trying to prove that she was telling the truth about the rape. Ropes were wrapped around her fingers and pulled tight, a rather gruesome lie detector. ‘It is true, it is true, it is true, it is true!’, she screamed four times. 

Agostino Tassi was sentenced to a five-year exile from Rome, he was never jailed. 

 

MARRIAGE 

Following the sentence, Artemisia Gentileschi was married off to a Florentine, the brother of the notary who had been involved in her legal defence.  

And so, she moved to Florence to start a new chapter of her life. 

 

Self Portrait of Artemisia. Public domain

A NEW BEGINNING

Through her art, Artemisia was determined to show her own inner strength and her determination to not be seen as a victim. She strongly believed in the worth of her work, and she became an internationally acclaimed artist. 

On a more personal level, she had an extraordinarily complex personality. She had five children in five years, four of whom died before reaching adulthood. She had a lover in Florence and her husband knew about it and they both tried to exploit the lover financially. 

In Florence, she very quickly started to paint for the refined Medici court, and she developed a very polished style, a real feat for someone who had received no formal education and while in Rome was basically illiterate.

 

THE STORY OF JUDITH 

The story of Judith and Holofernes had a strong influence on Artemisia.  

Judith was an Israelite heroine, who during a siege sneaked into the enemies’ camp and into the tent of the Assyrian general, Holofernes. She pretended to seduce him, and she offered him cheese. That made him thirsty, so he asked for wine and she got him drunk. She then cut his head off and brought it in a bag to the Israelites’ camp. 

Many see the depiction of this episode of the Old Testament by Artemisia as revenge art, with herself killing Agostino Tassi, on the bed where he had raped her. And she is helped by her young servant, so here we see two women allied in fight. 

 

The Queen’s House, Greenwich.

ON THE MOVE AGAIN 

In 1616 she became the first woman to be accepted by the Arts Academy, but she did not stay in Florence, in 1620 she moved back to Rome and then she separated from her husband. 

She then moved for a couple of years to Venice and finally, in the 1630s she moved to Naples, where she settled for the rest of her life, except for a short spell in London. 

Her father Orazio had been working as court painter in London since 1626. It is thought that she may have come to London to assist his dying father with painting a series of ceiling canvases for the Queen’s House in Greenwich. 

 

FINAL YEARS 

In Naples, she continued to paint into her sixties. It is not clear exactly how and when she died. All we know is that she was apparently ill, and she signed a contract in 1654 as she needed help in her studio.  

What sets Artemisia apart? When she portrayed women, she really put herself in their shoes and she brought a feminine perspective, a different point of view that came from the fact that she was a woman in a male-dominated art world. 

A woman who had to fight hard to succeed as an artist, but the results of her struggle are extraordinary. 

 

About the author:
Cristina Apostoli is a Blue Badge guide passionate about history and art. You can join her on many walking tours of London or on a virtual tour of Jane Austen’s London.